Versioni alternative: dimensione testo

Comune di Guardabosone

Comune di Guardabosone
Curiosità

 

Curiosità.....




Guardabosone
E' stato rubato lo gnomo che dirigeva il traffico!!!





Gnomo


                                                                                                                      Non ho parole!                       L.D.


 

IL NOSTRO COMUNE  PARTECIPA AL CONCORSO " COMUNI FIORITI"

 

La nascita del "turismo floreale" poteva essere considerata solo pochi anni fa, alla stregua di  un sogno.

 

Ebbene, lo straordinario successo, ha portato molte persone a privilegiare la bellezza dei fiori e del verde, nella programmazione del loro viaggio in ogni angolo del Paese. Si è rivelato vincente, insomma, il motto "Fiorire è accogliere" che ha spinto Asproflor (associazione che unisce i produttori florovivaisti italiani) a rinnovare nella seconda edizione ed ora nella terza, il concorso rivolto ai Comuni dell'intera penisola.

 

Un proposito che sintetizza l'intera volontà di riscoprire una "cultura floreale" che è sempre stata caratteristica distintiva del nostro Bel Paese e che viene riconosciuta a titolo internazionale anche dagli ottimi risultati conseguiti nell'ambito di Entente Floreale Europe, il concorso che seleziona e premia i paesi e le città più fiorite del continente.  

 

 

 

Grazie a tutti i cittadini di Guardabosone che vorranno partecipare insieme a noi a rendere più bello ed accogliente il nostro paese .

 


 

A proposito del " funtanin "

 

L'uso della fontana e del lavatoio, per le famiglie del luogo, continuò fino a circa gli anni cinquanta. Il lavatoio si trovava davanti alla fontana, proprio dove oggi esistono i depuratori. Con il passare degli anni, dopo l'arrivo dell'acqua potabile nelle nostre case, l'uso di queste importanti strutture venne sempre più abbandonato. Una frana nel 56 ricoprì la fontana ed il lavatoio crollò, andando perso per sempre. Proprio in questo ultimo periodo è ritornata alla luce la sorgente del funtanin. Con grande sorpresa delle nostre generazioni, durante i lavori di recupero della fontana, ci siamo trovati davanti ad un impianto particolare, ben conservato econ una portata di acqua notevole; risale al 1872, come riportato dall'incisione sulla pietra della vasca.

 

Oltre all'importanza dell'intervento, il ritorno in vita del funtanin ci consente di poter mantenere e rinsaldare la nostra coscienza storica e nel contempo, di poter fare un buon recupero ambientale.  

 

 

 


 

da GUARDABOSONE NEWS  N. 7

 

Quattro chiacchere all'osteria possone essere interessanti quando hai l'opportunità di parlare con persone che hanno vissuto il primo periodo della loro vita in un tempo che per noi pare tanto lontano e quasi impossibile. Eppure, storia dopo storia, affiorano racconti e fatti che ti incuriosiscono sempre più e ti fanno volare con la fantasia, nel tempo, un pò di nostalgia e un pò di voglia di tornare indietro, per poter vivere da vicino quel periodo.

 

E così, una sera al Circolo, si cominciò a parlare...... 

 

La prima bottega in paese nacque verso la fine del 1800, aperta da Erbetta Antonio (primo panettiere), successivamente gestita dal figlio Ettore, insieme alla panetteria aprì una rivendita di carne, adiacente al negozio. La tradizione è stata portata avanti dal figlio Giorgio fino intorno agli anni 90; oggi come cento anni fa il negozio è sempre un punto d'incontro per le persone del paese. Una delle prime latterie sorte in paese, fu quella dell'Albina (nonna della Elda) al Giset, verso gli anni 20, che produceva anche burro e formaggio. Era consuetudine di nonna Bina, si racconta, offrire alle donne che passavano davanti alla bottega rientrando dalla messa della sera (benedizione), la "laccià" ( il siero del latte che non era stato utilizzato per il burro ed il formaggio). Altra latteria fu quella di Vietti Enrico (nonno di Aurelio) in via Garibaldi; in seguito l'attività fu portata avanti dal figlio Celestino. Intorno a quegli anni e anche un po più in la, fino al periodo della guerra,  le  poche famiglie che avevano la possibilità di avere una mucca, la tenevano nella stalla vicino alla casa. Erano le donne che si occupavano della mungitura; riempivano i secchi di latte due volte al giorno; la prima volta verso le sei di mattina e la seconda verso le cinque del pomeriggio e lo portavano ala latteria. Il latte della mattina serviva per fare burro e formaggio, mentre quello della sera si vendeva. Il latte veniva filtrato grossolanamente e  con i "misurin" si riempivano i secchiellini d alluminio. Erano i ragazzini in genere che al pomeriggio si recavano in bottega per acquistare il latte. Chi racconta ricorda che i " sigelin " venivano posati sulla mensola di una finestra della latteria che dava sulla strada, nell'attesa che arrivassero le donne con i secchielli del latte appena munto. Intanto i bambini giocavano e per qualcuno un po più grande, andare a prendere il latte della sera, era anche il motivo per poter vedere le ragazze. Paolo ricorda ancora il burro del Celestino. Con uno stampo di legno imprimeva sul burro la scritta " Latteria Vietti Celestino gr. 500" e la figura di una mucca. Il panetto di forma ovale era confezionato con la carta oleata, ma non arrivava mai integro a casa, chissà come mai ne mancava sempre un pezzettino. Per non parlare del mitico formaggino, costava 50 centesimi. 

 

La mia intenzione comunque, era quella di arrivare sul discorso Natale, di come veniva vissuto in quel periodo, quali erano le aspettative per un bambino. Ho avuto poche risposte. "Non c'era niente, non avevamo niente, per Natale due arance e qualche nocciolina. Chi aveva le possibilità magari un grembiule, dei fazzoletti, un taglio di  stoffa, ma niente di più!" Giorgio ricordava:" la pima tavoletta di cioccolato si è vista intorno agli anni 35/36 e la confezione conteneva una figurina, costava 2 soldi ( dieci centesimi). E Paolo: "ti ricordi il primo panettone? Era della Motta, fatto su con una carta celeste e i disegni dorati, senza il cartone..."

 

Tutto sommato ne parlavano con grande serenità e forse un pizzico di nostalgia, orgogliosi di aver vissuto quei momenti e orgogliosi di poterli raccontare, oggi, a noi che siamo venuti dopo.    Grazie.                L.D.